Consulenza strutture ricettive
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Documenti Tecnici

Il Tecnico sulla base della struttura che si desidera aprire, predispone i documenti Tecnici quali:

· Scia

· Dia

· Cila  

· Catasto Dia in Sanatoria

· Scia Commerciale

· Accatastamento

· Visure catastali

· Planimetrie catastali

CONDOMINIO

· Tabelle millesimali –  Regolamenti Condominio –  Computi metrici

· Capitolati · Abitabilità e agibilità

Ed altro ancora…


DIA

La denuncia di inizio attività in edilizia è un atto amministrativo.
Dal 2010 è stata, per la maggior parte dei casi, sostituita dalla segnalazione certificata di inizio attività (SCIA ).
Tuttavia ad oggi la D.I.A. ancora oggi esiste e può essere utilizzata, per le varianti in corso d’opera, invece di un permesso di costruire qualora si apportino modifiche non sostanziali.
Dal 2016 è stata sostituita completamente con il decreto SCIA 2.
Questo tipo di denuncia di inizio attività (D.I.A.) è uno strumento servito alla pubblica amministrazione ( uffici tecnici dei Comuni) per agevolare e snellire il procedimento relativo a pratiche edilizie, di minor peso urbanistico, sull’attività edilizia che si svolgeva sul proprio territorio.
Con una D.I.A., infatti, si poteva ristrutturare il proprio appartamento, effettuare opere di manutenzione ordinaria o straordinaria sul proprio immobile e persino costruire nuovi edifici,
qualora fosse presente un piano particolareggiato, ovvero in caso di demolizione e ricostruzione fedele.
La D.I.A. tuttavia non è da confondersi con un’autorizzazione. Di fatto, essa è un’autodichiarazione del committente dei lavori accompagnata da una relazione asseverata da un tecnico (oltre i vari documenti da allegare), pertanto, risulta essere più responsabilizzante per il privato e per il tecnico, piuttosto che per la pubblica amministrazione che, nel caso di D.I.A., svolge un mero controllo dei requisiti.
La denuncia si presenta al Comune a firma di un tecnico abilitato quale ingegnere, architetto geometra , deve contenere un progetto grafico rappresentante lo stato di fatto (ante operam) e la situazione futura (post operam), una relazione tecnica in cui si descrivono nel dettaglio le opere da compiersi e i riferimenti normativi, nazionali e locali, che interessano il provvedimento e la certificazione del fatto che il  progettista si assume la responsabilità; che le opere siano in conformità degli strumenti urbanistici vigenti al tempo dei lavori.
Una volta presentata, la D.I.A. si ritiene approvata, come detto, dopo 30 giorni dalla data di presentazione (fa fede la data di protocollo dell’ufficio tecnico), e si possono effettuare le opere edilizie.

La D.I.A. segue il meccanismo del silenzio-assenso: comunicata alla pubblica amministrazione la propria intenzione ad avviare l’attività, il soggetto, generalmente decorsi 30 giorni può darvi inizio,
dandone notizia. Entro i 30 giorni (dalla data di protocollo) l'ufficio tecnico comunale può chiedere integrazioni o inibire l’inizio dei lavori per mancanza di documentazione o difformità rispetto alle norme vigenti e/o agli strumenti urbanistici.
Il potere inibitorio previsto dal co. 6 dell’art. 23 del D.P.R. 380/2001, può essere esercitato entro il termine perentorio di trenta giorni, trascorso il quale possono soltanto essere emanati provvedimenti d’autotutela e sanzionatori. Il dispositivo di sentenza precisa che alla scadenza del termine di trenta giorni matura l’autorizzazione implicita ad eseguire i lavori progettati ed indicati nella D. I. A., fermo restando il potere dell’Amministrazione comunale di provvedere anche successivamente alla scadenza del termine stesso, ima non più con provvedimento inibitorio (ordine o diffida a non eseguire i lavori) bensì con provvedimento sanzionatorio (se i lavori sono già stati eseguiti, in tutto o in parte) di tipo ripristinatorio o pecuniario, secondo i casi, in base alla normativa che disciplina la repressione degli abusi edilizi.
In ogni caso, l’inizio dei lavori deve avvenire non prima di 30 giorni dalla presentazione della denuncia, e comunque non oltre un anno, e dovranno concludersi entro 3 anni.

 

CILA

La CILA (comunicazione di inizio lavori asseverata), viene uilizzata per interventi di manutenzione strordinaria , quelle opere necessarie alla sostituzione e/o al rinnovamento di parti non strutturali dell’edificio, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino modifiche delle destinazioni di uso.

 

SCIA EDILIZIA

La Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) è una procedura amministrativa introdotta dalla Legge 122 del 2010

I lavori possono essere iniziati immediatamente, il giorno stesso in cui la pratica viene presentata al Comune.

Tuttavia, il Comune ha 30 giorni di tempo per compiere le necessarie verifiche e, nel caso in cui riscontrasse qualche irregolarità, può interrompere i lavori. Trascorso questo lasso di tempo però, non può più intervenire se non in caso di danni o pericoli per il patrimonio artistico, per la salute e la sicurezza delle persone.

 

SCIA

Oggi pertanto è richiesta la SCIA  per opere edilizie che oggi non possono essere eseguite a seguito di comunicazione inizio lavori, ossia opere di manutenzione straordinaria, restauro conservativo, ristrutturazione edilizia.  

 

 

NUOVA SCIA 2

Si usa la Scia in alternativa al permesso di costruire (SCIA 2) per interventi di ristrutturazione edilizia che presenti del tutto o in parte diversità  dal precedente e che comporti modifiche della volumetria complessiva o dei prospetti, o della sagoma (immobili sottoposti a vincoli).

In questi casi, dopo la presentazione della Scia è necessario aspettare almeno 30 giorni prima dell’effettivo inizio dei lavori.

 

PERMESSO DI COSTRUIRE

Il Permesso di costruire si usa nel caso in cui si inizino opere di nuova costruzione; si facciano interventi di ristrutturazione urbanistica; per lavori di ristrutturazione edilizia che porti un edificio in tutto o in parte diverso dal precedente.